Quando a interessarsi all’olio extravergine è uno chef stellato, nascono proposte originali e innovative. Prendiamo il caso di Davide Oldani, chef di D’O a S. Pietro all’Olmo di Cornaredo (MI), che già in passato aveva utilizzato l’olio extravergine per alcune originali sperimentazioni: ad esempio la “polvere d’olio” in collaborazione con Fratelli Carli, una polvere all’olio evo che, grazie alla presenza delle maltodestrine, che può essere ingrediente di vari piatti, dai primi ai secondi alla pasticceria.
Ancora più originale è la più recente candela alla cera d’api e all’olio extravergine di oliva, servita nel proprio ristorante non per rischiarare il tavolo ma per essere mangiata come antipasto. La candela è infatti commestibile, fatta di cera d’api e aromatizzata con un olio extravergine che, nella scorsa edizione del Tuttofood a Milano, come l’ha presentata l’executive chef del D’O Alessandro Procopio, era in particolare un monocultivar Taggiasca Olitalia, in virtù della collaborazione con il brand.
Nel dettaglio, la candela si presenta come una vera e propria scultura gastronomica con lo stoppino acceso: il guscio in cera d’api può inoltre essere aromatizzato stagionalmente (con estratti naturali diversi a seconda del periodo).
Dopo qualche momento, la fiamma si spegne e la cera si spalma su un soffice pane-spugna. Un oggetto semplice, un tempo di uso quotidiano, svela la sua vera natura di creazione d’artista e mostra come ingredienti tipici italiani possano essere reinterpretati in chiave creativa e gourmet.